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2010, Maggio

Legislatura 16esima - 12esima Commissione permanente - Resoconto sommario n. 170 del 20/05/2010

Dott.ssa Paola Muti, Prof Beppe Viale, Prof Stefano Zurrida.

IGIENE E SANITA'    (12esima) 

 

GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

170esima Seduta 

 

Presidenza del Presidente

TOMASSINI 

 

Seguito dell'indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo di particolare rilevanza sociale, con specifico riguardo al tumore alla mammella, alle malattie reumatiche croniche ed alla sindrome HIV: audizione di esperti   


            Riprende l'indagine conoscitiva sospesa nella seduta del 6 maggio scorso.


            La dottoressa MUTI illustra i dati relativi ad uno studio condotto sulla prevenzione dei tumori, sottolineando come lo studio del genoma offre la possibilità di stabilire quali siano i meccanismi molecolari all'origine dei carcinomi e del loro sviluppo, rilevanti per mettere a fuoco gli strumenti  utili per un'idonea prevenzione.

            Passa quindi ad illustrare le risultanze relative allo studio sull'incidenza dei tumori al colon e alla mammella nel confronto internazionale, rilevando come si registri un trend in diminuzione in merito alla frequenza che va da occidente verso oriente. Quanto alla situazione italiana, osserva come, in relazione agli elementi desumibili dai registri dei tumori presenti sul territorio, nella provincia di Ragusa sembra riscontrarsi un maggiore fattore protettivo rispetto alla situazione nella provincia di Varese, deducendo quindi come indicazioni generali sugli stili di vita comportino una minore esposizione alla malattia.

Con particolare riferimento ai fattori di rischio, tenuto conto dei profili di connessione tra la sindrome metabolica e le conseguenze di mortalità, in base al menzionato studio si è riscontrato che una dieta ipocalorica, producendo un effetto antietà, comporta l'avvio di pathway molecolari che rappresentano la chiave di volta sulla quale improntare una efficace strategia di protezione da patologie tumorali. In questo quadro, sono state individuate terapie farmacologiche, quali la metformina, che, nel simulare gli effetti della dieta ipocalorica, esplicano una funzione anticancerogena. L'elemento di novità della metformina infatti consiste nella modifica della cellula tumorale nella quale il meccanismo del glucosio risulta alterato e modificato, rendendola normale, secondo uno schema di equilibrio energetico.

Conclude quindi soffermandosi sul progetto 'Tevere Ire', concernente una sperimentazione preventiva sul tumore al seno, al colon e sulle malattie cardiovascolari, mediante l'utilizzo di metformina che prevede il coinvolgimento di oltre 45 mila donne sane.


Il professor VIALE rileva preliminarmente come negli ultimi decenni, a partire dagli anni 2000, l'incidenza dei tumori alla mammella continui a crescere a fronte tuttavia di una progressiva diminuzione del tasso di mortalità. Ciò in conseguenza di una molteplicità di ragioni: in primo luogo i riscontri attuali dei programmi di screening avviati nel corso degli anni hanno consentito di identificare le donne in stato iniziale della malattia, quale premessa per una prognosi favorevole; in secondo luogo, in ambito farmacologico, non soltanto l'introduzione di nuove molecole, quanto il riconoscimento che si tratta di una patologia eterogenea ha permesso di sintonizzare il trattamento sistemico del tumore mammario con la tipologia di malattia delle singole pazienti. Infatti diversamente dall'approccio utilizzato nel passato in cui la preoccupazione principale era riferita alla quantità della massa tumorale  e alla possibilità di ripresentazione di un tumore operato, si pone il problema di verificare la qualità intrinseca della cellula neoplastica, attraverso lo studio dei marcatori di proliferazione in modo combinato e lo studio di bersagli specifici per molecole farmacologiche adeguate, e di conseguenza di individuare la terapia farmacologica più appropriata.

In questo quadro, si rende necessario prevedere la presa in carico da parte di gruppi multidisciplinari di specialisti, utilizzare al meglio le possibilità offerte dalla diagnosi precoce, attraverso la promozione della partecipazione delle donne allo screening, favorire tecniche che non implichino necessariamente il ricorso all'intervento chirurgico per i casi sospetti. Occorre infine a suo avviso individuare parametri finalizzati alla certificazione della qualità per le strutture sanitarie che si occupano di definizione delle tipologie tumorali.


Il professor ZURRIDA, dopo aver fatto presente che a fronte di un aumento dell'incidenza di patologie tumorali la mortalità risulta diminuita, rileva come si registri anche un miglioramento della qualità della vita. In particolare, in luogo degli interventi di mastectomia viene sempre più spesso utilizzata la radioterapia intraoperatoria, la quale permette un intervento più mirato e meno invasivo; sono inoltre stati potenziati alcuni strumenti diagnostici quali l'ecocolordoppler e la risonanza magnetica nucleare. In questo quadro, anche fattispecie tumorali non palpabili, diagnosticate nella fase iniziale, sono state opportunamente fronteggiate e debellate, determinando pertanto un aumento complessivo del tasso di guaribilità, anche grazie all'uso di farmaci meno tossici ma certamente più mirati verso specifici marcatori cellulari.

Dopo aver illustrato le proprietà terapeutiche di talune specialità medicinali di cui alcune non risultano ancora registrate presso l'AIFA, sottolinea come occorra un'azione più incisiva nella diffusione di idonee campagne di prevenzione, nonché un maggiore impegno nella identificazione dei fattori di rischio, anche mediante l'utilizzo della medicina molecolare.

Fornisce quindi delucidazioni in merito alla chirurgia ricostruttiva con particolare riferimento alla mastectomia conservativa ed illustra gli effetti terapeutici del tamoxifel, sottolineando tuttavia gli effetti positivi derivanti da un regime alimentare equilibrato ricco di vitamina A. Conclude soffermandosi sul progetto avviato nell'ambito della regione Lombardia in merito a studi clinici controllati per la lotta al tumore mammario.


      La senatrice BIANCONI (PdL) chiede alla dottoressa Muti ulteriori ragguagli sull'utilità di un corretto stile di vita per la prevenzione dei tumori della mammella, oltre a maggiori chiarimenti sui dati forniti con riferimento alla zona di Ragusa. Inoltre, sarebbe utile comprendere come valutare i casi di familiarità che predispongono le donne a tale tipo di tumore e se lo stesso screening può essere esteso anche alla fascia di popolazione al di sotto dei 40 e dei 50 anni.

            Chiede quindi al professor Viale se, per quanto concerne lo screening, già previsto all'interno del Servizio sanitario nazionale, è possibile una personalizzazione di qualità e se esistono esperienze e studi sui centri multidisciplinari richiamati. Peraltro, potrebbe essere d'interesse della Commissione acquisire ulteriori elementi informativi anche sulla diffusione di protocolli che garantiscano una uniformità di trattamento.

            Infine, rivolge al professor Zurrida alcuni quesiti in ordine alle procedure di  registrazione di taluni farmaci, ma non di altri, nonché con riferimento ai dati di raffronto tra la radioterapia intraoperatoria e quella tradizionale.


          La senatrice BIONDELLI (PD) sollecita i soggetti auditi ad ulteriori valutazioni sul richiamo, assai condivisibile, alla istituzione di équipes multidisciplinari in quanto la compresenza di più specialisti risulta quantomai indispensabile per fronteggiare efficacemente il tumore della mammella: a suo avviso, il raggiungimento di tale obiettivo richiede un impegno congiunto da parte del mondo politico e di quello medico.


          Il presidente TOMASSINI, nell'evidenziare l'utilità dei dati esposti dalla dottoressa Muti, avanza qualche perplessità sugli indicatori concernenti le deviazioni quantitative dell'incidenza tumorale, con specifico riferimento alla provincia di Varese, la quale si è posta all'avanguardia sia nell'introduzione di un registro dei dati sia per meccanismi di diagnosi precoce e screening generalizzato.

Per quanto concerne poi le considerazioni svolte dai professori Viale e Zurrida, osserva che nell'ultimo quinquennio la spesa farmaceutica ha registrato un incremento, dipeso soprattutto dall'impiego di farmaci innovativi sulla cui efficacia, tuttavia, restano ancora dubbi in quanto il loro utilizzo non sembra sempre comportare un reale miglioramento della qualità e dell'aspettativa di vita delle persone che li hanno assunti.

Dopo aver sottolineato come la diversità dei protocolli esistenti esige senz'altro un intervento nazionale di coordinamento, invita i soggetti auditi a replicare nell'odierna seduta ai quesiti formulati che potranno essere integrati anche con un successivo contributo scritto.


La dottoressa MUTI, dopo aver precisato che quello di Ragusa è l'unico registro dei tumori presente in Sicilia, conferma che la realtà sanitaria della provincia di Varese è sicuramente eccellente, sebbene dalla lettura dei dati inizialmente forniti sembra emergere che la differenza nell'incidenza dei tumori tra nord e sud dell'Italia si sta assottigliando, soprattutto perché tale incidenza è in forte crescita nell'Italia meridionale.

Condivide quindi le considerazioni svolte dalla senatrice Bianconi per comprendere i caratteri di familiarità nell'incidenza del tumore della mammella: in tal senso, sottolinea il ruolo svolto dall'Istituto Regina Elena e dalla Istituto Europeo di Oncologia, anche se potrebbe essere utile creare dei network tra le famiglie come è avvenuto peraltro in alcune realtà regionali.


Il professor VIALE ritiene che l'aumento della spesa farmaceutica si spiega in buona parte anche perché ancora non si è compreso che le pazienti hanno necessità di essere trattate e curate in modo differente e personalizzato, attraverso percorsi selettivi e mirati; spesso, nell'esperienza quotidiana, si osserva che alcuni farmaci innovativi vengono utilizzati sebbene a beneficiarne sia una piccola percentuale di persone. Pertanto, a suo giudizio, non basta individuare i candidati ad un certo tipo di trattamento, ma occorre identificare i soggetti che possono realmente beneficiare di un dato percorso di cura.

Ritiene poi condivisibile il maggior coinvolgimento della popolazione allo screening preventivo, soprattutto attraverso una valorizzazione del medico di famiglia, il quale, più di ogni altro, conosce la storia familiare, il decorso delle gravidanze e eventuali problematiche sanitarie delle persone da lui assistite.


Il professor ZURRIDA, dopo aver rilevato che l'industria farmaceutica esercita pressioni affinché certi farmaci siano autorizzati ed altri invece no e che le stesse procedure di studio e di autorizzazione sono spesso molto lunghe, fa presente che stanno per essere pubblicati alcuni dati sulla efficacia della radioterapia intraoperatoria, dati che, a suo avviso, dovrebbero essere incoraggianti sotto il profilo della qualità di tale tipo di intervento.


Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato i soggetti intervenuti per i dati e le valutazioni che potranno essere utili nel prosieguo della procedura informativa, dichiara chiusa l'odierna audizione e rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva.


Audizione consultabile anche al sito del Senato della Repubblica